L’incredibile storia dell’isola delle Rose

di Riccardo Morina

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose (S. Sibilia, 2020) è un film che parla di libertà e speranza, racconta di un luogo ideale, autogestito, che rende le persone libere e felici. Il film è ambientato nel mitico 1968 e s’ispira a fatti e personaggi reali. Racconta della bizzarra utopia di Giorgio Rosa, un ingegnere bolognese con una smisurata fantasia, il quale superando ogni limite imposto dalla società, prova a creare un minuscolo mondo ideale. Al largo della costa riminese, a circa 500 metri al di fuori delle acque territoriali, Giorgio e i suoi compagni costruiscono una piattaforma e fondano una vera e propria nazione, con tanto di bandiera, passaporti, moneta, francobolli e ministri indipendenti dallo Stato italiano, che diventerà nel giro di poco tempo anche un’attrazione turistica. Ma le Nazioni Unite ed il Governo italiano non potranno restare semplici spettatori. La regia è di Sydney Sibilia, noto per la sua opera prima, il pluripremiato Smetto quando voglio, presentato nelle sale cinematografiche italiane e francesi. L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, che Sibilia ha scritto insieme a Francesca Manieri, è stato invece distribuito su piattaforma Netflix con grande successo, ottenendo il primo posto dei film più visti in Italia.Vanta nel suo cast ottimi attori come Elio Germano (Giorgio Rosa), Matilda De Angelis (Gabriella), Leonardo Lidi (Maurizio Orlandini), Fabrizio Bentivoglio (Franco Restivo) e anche la simpatica interpretazione di Luca Zingaretti nei panni del Presidente della Repubblica Giovanni Leone. Nessun personaggio ha una sua personalità particolarmente approfondita, ma sono tutti ben costruiti e coerenti. Il film non ha la pretesa di riportare fedelmente la storia reale, bensì la utilizza come spunto singolare per un film coinvolgente e dal buon ritmo. Sono molto romanzate sia la relazione sentimentale del protagonista con Gabriella, che soprattutto l’accesa rivalità tra Giorgio Rosa e il ministro Franco Restivo. Colori, scenografie, costumi e soprattutto colonna sonora ci calano perfettamente nelle immagini e nelle atmosfere di fine anni Sessanta. Anche se apparentemente sembra la classica storia di buoni contro cattivi, non si ha mai un senso di déjà-vu e sembra tutto molto originale e particolare. particolare. Verso la fine del film sembra di vivere nel 1968 e sorge il desiderio di vedere l’Isola delle Rose di persona, di vivere quella sensazione di libertà e gioiosa spregiudicatezza che caratterizzava quegli anni anticonformisti e proiettati verso un cambiamento della società. La triste fine di quel sogno di libertà si consuma quando il governo italiano ordina addirittura l’abbattimento della piattaforma con gli esplosivi, dopo aver minacciato con i cannoni di una nave militare il gruppo di pacifici amici che non vogliono abbandonare la loro “creatura”. La sproporzione tra le forze, l’accanimento del potere e la spinta della fantasia di quei giovani idealisti rivelano il paradosso di una società che ha paura del pensiero libero, anche se è innocente e pacifico. Ma la fantasia creativa, anche quando è sconfitta, lascia comunque un segno per le generazioni successive: io personalmente, dopo aver visto L’incredibile storia dell’Isola delle Rose rimpiango di non aver vissuto quella stagione e la sua grande rivoluzione culturale.

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