Ora. The limits of the Planets

Performance e Video Mapping di Imaginarium Studio

di Anna Maria Monteverdi

Ora. The Limits of the Planets is a music performance and video mapping project focused on environmental issues, conceived by Imaginarium Studio, founded by Francesca Pasquinucci and Davide Giannoni. The video content, which interacts with urban space and live music, emerges from a dialogue between the artists and the scientific community: the images harness the power of poetry to narrate the Earth’s critical condition. In a time marked by environmental, social, and cultural crises, Imaginarium feels an ever-stronger responsibility to place their art in service of the collective, questioning what active role art can play in a world undergoing such rapid transformation. In the performance and installation that boundaries humanity must not cross -according to scientists- to prevent Earth’s collapse are conveyed through a multimedia narrative of sound and image.

Ora. The limits of the Planets è un progetto di performance musicale e di proiezione in videomapping su tematiche ambientali ideato da Imaginarium Studio di Francesca Pasquinucci e Davide Giannoni. Il contenuto del video che interagisce con lo spazio urbano e con la musica live, nasce dal dialogo degli artisti con la comunità scientifica: le immagini usano la forza della poesia  per raccontare la condizione-limite della Terra. In un tempo segnato da crisi ambientali, sociali e culturali, Imaginarium sente più forte il dovere di mettere la sua arte al servizio della collettività, interrogandosi su quale possa essere il ruolo attivo dell’arte. Dal 2011 il duo artistico crea scenografie, animazioni, video, ma anche musiche e progetti di visual art per spettacoli, concerti, opera lirica, installazioni tra arte e scienza in Italia e all’estero. Davide Giannoni, compositore e musicista di formazione classica, progetta ambienti multimediali che collegano suono e immagine; Francesca Pasquinucci, illustratrice e scenografa con un background in Storia del Teatro, apporta l’esperienza del disegno su carta e una ricca sensibilità visiva che fanno da ponte tra narrazione analogica live performances e installazioni multimediali. 

Nella performance e nella installazione Ora. The limits of the Planets sono riassunti, in forma di narrazione visiva e sonora multimediale, quei limiti che secondo gli scienziati, l’uomo non deve raggiungere per evitare che la Terra collassi:

Cambiamenti climatici
Integrità dell’ozono stratosferico
Acidificazione degli oceani
Carico del fosforo e del ciclo dell’azoto
Cambiamento nell’uso del suolo
Biodiversità
Flusso del sistema idrologico globale
Concentrazione di aerosol atmosferici
Inquinamento chimico 

Questa la struttura: c’è una prima introduzione decisamente pessimista di quello che sta succedendo di catastrofico: fabbriche che emettono veleni, plastica nell’acqua, fertilizzanti chimici che entrano nel ciclo della vita. A questo seguono capitoli sonori e visivi che raccontano i limiti del Pianeta, dalla perdita delle biodiversità al tempo della natura e al tempo dell’uomo che non sono allineati, alla scarsa disponibilità dell’acqua potabile. Si presenta al pubblico il gigante della Natura la cui salute, a causa dell’abuso di sfruttamento delle materie prime, viene progressivamente minata: attraverso l’uso dei pesticidi questo gigante si trasforma in un robot-mostro. Quale sarà il destino della Terra?

Lo spettacolo è stato portato al Teatro Sociale di Como e all’interno di Virgo, dentro l’European Gravitational Observatory di Cascina (Pisa), a San Francisco e Washington grazie agli Istituti di Cultura italiana all’estero e in Spagna a BRAVA ARTS, a La Bisbal d’Empordà, un un centro culturale che ospita anche La Fura dels Baus.

Dal palco è Davide  Giannoni a gestire i contenuti video (creati insieme con la Pasquinucci) e la musica in tempo reale: suona con strumenti musicali e pad elettronici, compone dal vivo stratificando archi e suoni sintetici, e contemporaneamente controlla i flussi visivi attraverso mixer e software di regia video. La sua formazione classica gli consente di trattare la performance come una vera partitura: non c’è mai un elemento casuale, ogni immagine si intreccia con la musica seguendo ritmo, dinamica e colore sonoro. La narrazione si sviluppa così, come una sinfonia multimediale: il suono genera l’immagine e l’immagine amplifica il suono. Non si tratta di proiezioni che accompagnano la musica, ma di un linguaggio unico dove video e audio nascono insieme e prendono forma davanti al pubblico, rendendo l’esperienza immersiva e irripetibile.

Le musiche originali di Giannoni intrecciano suoni provenienti dallo spazio e dalle profondità della Terra, messi a disposizione dalle agenzie scientifiche come ESA European Space Agency, ASI Agenzia Spaziale Italiana, EGO European Gravitational Observatory. Nell’installazione e nella performance troviamo il rombo dei razzi delle astronavi, le onde gravitazionali e i suoni delle viscere della Terra registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Questi materiali diventano parte integrante della partitura musicale: durante la narrazione emergono come presenze vive, il magnetismo terrestre, il suono di meteoriti trasformati nella voce del “gigante naturale”.Ora è diventata anche una proiezione gigantesca in videomapping sulla facciata del Mart di Chicago il più grande centro di progettazione edile e commerciale del mondo. 

“Con ORA. The limits of the planet” -dicono gli artisti- “vogliamo offrire uno spazio di ascolto e consapevolezza, un’esperienza che tocchi le corde più profonde di tutti e inviti alla riflessione. Il videomapping sulla facciata del Mart non è solo una performance visiva, ma un messaggio che nasce dal dialogo con la comunità scientifica, e che desidera raggiungere chiunque, anche solo per un istante, con la forza della poesia e della verità. Per noi è un modo per prenderci cura del nostro tempo, attraverso ciò che sappiamo fare: trasformare i dati in emozione, e l’emozione in possibilità”.

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